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“Augusto Del Noce: filosofo ed educatore”

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Il presente Quaderno esce in occasione del ventennale della morte di Augusto Del Noce (1910-1989), uno dei più importanti filosofi del Novecento, i cui studi sull’ateismo moderno, sul fallimento della rivoluzione marxista e sul cattocomunismo, rappresentano delle pietre miliari per la coscienza e la cultura cattolica.

Il Quaderno contiene innanzitutto gli atti del Convegno sul tema: “Augusto Del Noce: filosofo ed educatore”, svoltosi il 18 marzo 2006, a Palazzo Mantica a Pordenone, cui hanno partecipato come relatori Danilo Castellano, docente di Filosofia Politica nell’Università di Udine, Pietro Zovatto, docente di Storia della Chiesa nell’Università di Trieste e Matteo Candido, studioso di Del Noce.

Dalle relazioni è emerso chiaramente come Augusto Del Noce avesse indicato la crisi irreversibile del marxismo, già agli inizi degli anni Sessanta, e come negli stessi anni avesse colto i i segni della secolarizzazione cui andava incontro il mondo cattolico.
Ma Augusto Del Noce non è stato solo colui che ha smascherato gli errori filosofici delle ideologie del Novecento; egli è anche un autore che “ricostruisce”, come ha affermato Danilo Castellano durante il Convegno. Secondo il professore udinese “il contributo fondamentale portato da Del Noce è proprio quello della difesa dell’individuo dal totalitarismo, dal consumismo e dalla tecnocrazia, tutte posizioni che strumentalizzano l’uomo”. Egli ci ha insegnato come “valutare le scelte da compiere, come stabilire se le nostre decisioni ci rendono liberi o schiavi”. Secondo Del Noce infatti “la bontà delle scelte si verifica nell’esperienza, nella storia personale e collettiva”.
Dopo il fallimento delle ideologie è necessario “ritornare alla tradizione”, la quale tuttavia deve essere problematizzata, non essendo più possibile accoglierla come un dato evidente. Ed è qui che il pensiero di Del Noce si è incontrato, negli anni settanta, con quello di don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione, come ha messo in evidenza, a conclusione del Convegno, Matteo Candido. “La verità che cercava Del Noce infatti – ha detto Candido – non era accademica, bensì esistenziale. Per lui la verità non si aggiungeva alla vita, ma era ciò che dà fondamento e significato alla vita”.

Si è deciso di pubblicare nel presente quaderno anche tre brevi saggi sull’interpretazione delnociana del Seicento, sull’incontro tra Augusto Del Noce e Comunione e Liberazione e sulla secolarizzazione, come ulteriori contributi, degli amici Matteo Candido e Giuseppe Manzato, alle celebrazioni e agli studi in corso sul grande filosofo italiano.

Il Pesidente del Centro Culturale “Augusto Del Noce”
Roberto Castenetto